- Tecniche - stampa all'albumina
 
Aristotipo
Box luminoso
Bromolio
Calotipia
Carta baritata
Carta Camoscio
Carta cotone
Carta politenata
Carta salata
Cartolina postale
Chimigramma
Cianotipia
Clich?erre
Collage fotografico
Collotipia
Colorazione a mano
Contenitore Polaroid
Dagherrotipia
Ferrotipia
Fotografia istantanea bianco-e-nero (Polaroid)
Fotogramma
Fotomontaggio
Gomma bicromatata
Immagine digitale
Immagine panoramica
Mezzo tono
Montaggio frontale
Photogravure
Platinotipia
Print Later
Procedimento a diffusione (Fuji)
Procedimento a diffusione (Polaroid)
Processi al pigmento
Solarizzazione
Stampa 3D
Stampa a getto d'inchiostro
Stampa al bromuro d'argento
Stampa al carbone
Stampa al clorobromuro d'argento
Stampa al cloruro d'argento
Stampa alla gelatina ai sali d'argento
Stampa all'albumina
Stampa cibachrome
Stampa dye transfer
Stampa lambda
Stereodotofia trasparente
Stereofotografia
Sviluppo cromogeno
Tecnica mista
Trasferimento di fotografia (phototransfer)
Viraggio al selenio
Viraggio blu
Viraggio platino
Viraggio sepia
Xerografia
 
L'inventore del procedimento di stampa su carta all'albumina è ritenuto Blanquart-Evrard nel 1850, anche se già nel 1839 ci furono i primi tentativi di sfruttare l'albume d'uovo come legante per fissare i sali d'argento alla carta. La carta albuminata si rivela superiore alla carta salata, consentendo di ottenere immagini con un ampia gamma tonale, e con un dettaglio più definito. La carta ad annerimento diretto all'albumina viene utilizzata praticamente quasi come unico materiale di stampa fino al 1895, quando comincia a svilupparsi l'uso della carta al collodio e alla gelatinabromuro d'argento. Le carte all'albumina sono quasi sempre montate su cartone data la sottigliezza della carta per evitare facili danneggiamenti. Per rendere ancora più ricchi i toni delle stampa all'albumina, le carte vengono spesso virate all'oro.
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